giovedì 16 luglio 2009

Elogio della Follia - Erasmo da Rotterdam

Per quale motivo io sia venuta qui oggi, con questo inusitato abbigliamento, lo saprete fra poco, purchè vi degniate di porgere le orecchie alle mie parole. Ma badate! Non quelle che d’abitudine riservate agli oratori sacri, bensì quelle che usate drizzare al cospetto dei ciarlatani in piazza, dei buffoni, dei pazzi, quelle che un tempo il famoso Mida porse alle parole di Pan.
Mi è venuta infatti voglia di atteggiarmi dinanzi a voi un pò a sofista: però non di quei sofisti, ben inteso, che al giorno d’oggi riempiono la testa dei giovani di ingannevoli sciocchezze insegnandoli a polemizzare con una caparbietà degna di donne pettegole. Io imiterò invece quei famosi uomini dell’antichità che per evitare il vergognoso appellativo di sapienti, preferirono farsi chiamare sofisti. Il loro proposito era di celebrare nei loro encomi le gesta degli dèi e degli eroi. Dunque voi ascolterete non l’encomio di Ercole o di Solone, bensì il mio: l’elogio della Follia.

domenica 8 febbraio 2009

Quando non sai cos'è, allora è jazz

Capita che un giorno entri nella solita libreria...quel piccolo mondo al di fuori del frastuono della città, quasi come un riparo, un angolo di tranquillità e con il proprietario che forse ha uno de pochi sorrisi genuini che vedi nei vari negozi in centro e che gli fai un piacere se capiti lì,non un dispetto.
Non hai in mente un titolo o un autore preciso, ma semplicemente ti aggiri per gli scaffali.
Ecco che uno ti colpisce...forse è per via della copertina, i colori o il titolo e decidi di prenderlo.
è uno di quei libri che col passare del tempo rileggi sempre perchè occupa un posto speciale e magari una sera lo rileggi e lo scopri sotto una luce diversa, o forse sei tu cambiato...

"Tutta quella città...non se ne vedeva la fine...
la fine, per cortesia, si potrebbe vedere la fine?
e il rumore
Su quella maledettissima scaletta...era molto
bello, tutto...e io ero grande con quel cappotto,
facevo il mio figurone, e non avevo dubbi,
era garantito che sarei sceso, non c'era problema
col mio cappello blu.
Primo gradino, secondo gradino, terzo gradino
primo gradino, secondo gradino, terzo gradino
primo gradino, secondo.
Non è quel che vidi che mi fermò
è quel che non vidi
puoi capirlo, fratello? è quel che non vidi.
Lo cercai ma non c'era, in tutta quella città c'era tutto,
ma non c'era una fine.
Quel che non vidi è dove finiva tutto quello.
La fine del mondo.
Ora tu pensa: un pianoforte.
I tasti iniziano. I tasti finiscono.
Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti.
Non sono infiniti, loro. Tu, sei infinito, e dentro quei tasti,
infinita è la musica che puoi fare.
Ma se io salgo su quella scaletta, e davanti a me
si srotola una tastiera di milioni di tasti,
milioni e miliardi di tasti che non finiscono mai
e questa è la verità, che non finiscono mai
e quella tastiera è infinita.
Se quella tastiera è infinita, allora
su quella tastiera non c'è musica che puoi suonare.
Ti sei seduto su un seggiolino sbagliato : quello
è il pianoforte su cui suona Dio.
cristo, ma le vedevi le strade?
anche solo le strade, ce n'era a migliaglia,
come fate voi laggiù a sceglierne una
a scegliere una donna, una casa, un aterra che sia la vostra,
un paesaggio da guardare, un modo di morire
tutto quel mondo
quel mondo addosso che nememno sai dove finisce e quanto ce n'è.
Non avete mai paura, voi, di finire in mille pezzi
solo a pensarla quell'enormità? a viverla...
Io sono nato su questa nave. E qui il mondo passava,
ma a duemila persone per volta.
E di desideri ce n'erano anche qui, ma non più di quelli
che ci potevano stare tra una prua e una poppa.
Io ho imparato così. La terra, quella è una nave
troppo grande per me. é un viaggio troppo lungo.
é una donna troppo bella. é un pofumo troppo forte.
é una musica che non so suonare. Perdonatemi,
ma io non scenderò.
(Novecento - A.Baricco)

è difficile delle volte scendere da una nave.

sabato 17 gennaio 2009

Mr. Tambourine Man

Hey. Mr. Tambourine Man, play a song for me,
I'm not sleepy and there is no place I'm going to
Hey, Mr. Tambourine Man, play a song for me,
in the jingle jangle morning I'll come followin' you

Sono nel mood Dylan,ecco perchè la frase..che in questi giorni va proprio bene.
Ho la testa piena di pensieri, ci manca poco che fonde o forse fondo prima io a furia di novalgina.
Non ho certezze,voglio certezze, datemi certezze.
ah, e mi domando quanto una persona deve sentirsi rinfacciare una scelta, no tanto per capire.

My my hey hey rock and roll is here to stay

Forse avrei bisogno di dormire xD

lunedì 8 dicembre 2008

Yesterday Is Here


If you want money on your pocket
and a top hat on your head
a hot meal on your table
well today is grey skies
tomorrow is tears
you'll have to wait till yesterday is here.
Well I'm going to New York City
and I'm leaving on a train
and if you want to stay behind and
wait till I come back again
well today is grey skies
tomorrow is tears
you'll have to wait yesterday is here.
If you want to go
where the rainbows end
you'll have to say goodbye
all our dreams come true
baby up ahead
and it's out where your memories lie
well the road's out before me
and the moon is shining bright
what I want you to remember
as I disappear tonight
today is grey
tomorrow's tears
you'll have to wait yesterday is here

giovedì 4 dicembre 2008


I turn the radio up loud so I don't have to think

martedì 2 dicembre 2008

My Lucky day


Vai Bruce che capelli!!

lunedì 24 novembre 2008

Downtown Train



...All of my dreams just fall like a rain all upon on a downtown train...

lunedì 17 novembre 2008


What else can we do now
except roll down the window and let the wind blow back your hair?
Well the night's busting open, these two lanes will take us anywhere...

Prendetevi 5 minuti, spegnete le luci, chiudete gli occhi e ascoltate quelle parole accompagnate da un pianoforte, da un'armonica e da quella voce